venerdì 27 dicembre 2013

Nasa Apollo 7: foto e video di ufo avvistati durante la missione

Secondo gli ufologi la Nasa ha nascosto in tutti questi anni parecchio materiale ufologico raccolto durante le missioni Apollo.
Una tra queste fu la conversazione tra l'agenzia spaziale e Neil Armstrong durante la missione Apollo 11, quando l'astronauta notò dal suolo lunare oggetti volanti non identificati e luci misteriose in alcuni crateri lunari.
Tutto venne insabbiato ma alcuni giorni fa è uscito qualcosa di interessante dagli archivi della Nasa: gli astronauti della missione Apollo 7 osservarono, mentre erano in orbita attorno alla Terra, diversi ufo a forma circolare.
L'equipaggio della missione del 1968, composto da Donn Eisele, Walter Schirra e Walter Cunningham, scattò diverse foto per dimostrare la presenza di questi oggetti volanti nello spazio.
Ecco le prove che comprendono non solo immagini ma anche un video:



fonte: www.segnidalcielo.it

giovedì 19 dicembre 2013

Scienziati scoprono la prima esoluna attorno ad un esopianeta

Un team di scienziati potrebbe aver fatto una scoperta incredibile, ovvero la prima esoluna scoperta attorno ad un esopianeta.
Secondo i dati l'oggetto orbiterebbe attorno ad un gigante gassoso ad una distanza da esso di 20 milioni di km (rispetto ai circa 390.000 km della Luna dalla Terra) e la sua dimensione sarebbe circa la metà della Terra.
Questo piccolo sistema dista da noi 1800 anni luce e la sua particolarità è il fatto che sia l'esoluna che l'esopianeta vagano nello spazio senza una stella.
La scoperta è stata fatta con una nuova tecnica, chiamata gravitazional micro-lensing, che utilizza l'azione della gravità sul tessuto dello spazio-tempo.
Praticamente gli scienziati hanno preso come punto di riferimento la luce di una stella lontana; il passaggio del pianeta, tra noi e la stella, ha piegato, con la sua gravità, lo spaziotempo attorno a sè, distorcendo momentaneamente la luce della stella.
Osservando con attenzione la deviazione della luce, gli astronomi hanno ricavato le caratteristiche del pianeta, notando anche delle piccole variazioni successive che hanno indicato la presenza di una luna massiccia.
Se la scoperta venisse confermata, questa luna entrerebbe nella storia per esser stata la prima esoluna individuata dall'uomo.
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 18 dicembre 2013

ESA: tutto pronto per il lancio della missione Gaia

Tutto pronto per la missione Gaia dell'ESA: domani 19 dicembre alle ore 10.00, dalla base di Kouru, il vettore Soyuz-Fregat accenderà i motori per portare in orbita il satellite Gaia.
La missione, della durata di 5 anni, consisterà nell'osservare l'1% delle stelle della Via Lattea, per creare infine una mappa tridimensionale della nostra galassia.
Domani mattina tutti gli ingegneri dell'ESOC di Darmstadt, il centro operativo dell'ESA, si concentreranno soprattutto sulla fase iniziale di lancio per poi monitorare il satellite 24 ore al giorno.
Venerdì 20 dicembre Gaia, dopo aver acceso i razzi di manovra, cercherà di raggiungere la sua posizione orbitale ad 1,5 milioni di km dalla Terra in direzione opposta a quella del Sole, ottima per l'osservazione spaziale.
Il 22 dicembre, invece, i tecnici avvieranno e controlleranno per circa 5 mesi gli strumenti di bordo e, dopo averli testati tutti, Gaia potrà iniziare a raccogliere dati.

martedì 17 dicembre 2013

ESO: fotografata l'esplosione stellare Nova Centauri

Lo scorso 2 dicembre in Australia il signor John Seach ha scoperto una Nova vicino alle stelle Alpha e Beta Centauri.
L'ambasciatore dell'ESO, Yuri Beletsky, ha ottenuto una immagine spettacolare del nuovo oggetto, la Nova Centauri, che è in realtà la luce di una esplosione stellare, completamente differente da ciò che accade ad una supernova.

Credit: ESO/Yuri Beletsky
Secondo gli esperti Nova Cenaturus è la nova più brillante di questo millennio ed è stata catalogata come nova classica.
Cos'è una nova classica?
Avviene in un sistema binario di stelle quando il gas d'idrogeno, proveniente da una delle due stelle, aumenta sulla superficie della stella principale e ciò provoca un evento termonucleare esplosivo che illumina notevolmente la stella.
Quindi le novae classiche si distinguono dalle supernove per il semplice fatto che il processo non si conclude con la morte di una stella.
fonte: www.link2universe.net

lunedì 16 dicembre 2013

Interstellar: uscito il teaser trailer del nuovo film di Christopher Nolan

Alcuni giorni fa è uscito il teaser trailer del film più atteso del 2014, Interstellar di Christopher Nolan, regista della trilogia di Batman, Inception e The Prestige.
Il film ha come protagonista l'universo ma soprattutto un viaggio spaziale per evitare l'estinzione dell'uomo e, per molti critici, sarà l'ennesimo capolavoro del regista londinese, che negli ultimi anni sta regalando sempre più film originali che impegnano la mente.
Il cast è di altissimo livello ed è composto da Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Jessica Chastain, Wes Bentley, Casey Affleck, Matt Damon e Michael Caine.
L'uscita in Italia è prevista per il 6 novembre 2014; ecco il teaser trailer e la trama:


In un futuro imprecisato, un drastico cambiamento climatico ha colpito duramente l'agricoltura.
Un gruppo di scienziati, sfruttando un "wormhole" per superare le limitazioni fisiche del viaggio spaziale e coprire le immense distanze del viaggio interstellare, cercano di esplorare nuove dimensioni.
Il granturco è l'unica coltivazione ancora in grado di crescere e loro sono intenzionati a trovare nuovi luoghi adatti a coltivarlo per il bene dell'umanità.
fonte trama: www.comingsoon.it

venerdì 13 dicembre 2013

Pftba: il gas serra 7mila volte più pericoloso dell'anidride carbonica

Scoperta interessante ma triste è stata fatta da un team di ricercatori del Dipartimento di Chimica dell'università di Toronto: è stato individuato un nuovo gas serra, molto più pericoloso dell'anidride carbonica.
Il suo nome è il perfluorotributilammina (Pftba), gas non naturale ad alta potenza radioattiva, che permane nell'atmosfera per lunghi periodi; si calcola che la sua pericolosità sia 7mila volte quella della CO2, visto che gli effetti di una molecola di Pftba equivale a quelli di 7100 molecole di anidride carbonica.
L'utilizzo di questo gas è avvenuto nella metà del secolo scorso per la costruzione di dispositivi elettronici e ancora oggi viene impiegato per testare le apparecchiature elettroniche.
Lo studio del Pftba continuerà sicuramente nel futuro, poichè, ai giorni nostri, non esiste ancora un processo capace di rimuovere o distruggere questo particolare gas presente nell'atmosfera terrestre.

giovedì 12 dicembre 2013

Click & Grow, la pianta della Nasa

La NASA ci sorprende sempre con le sue immagini dallo spazio e le sue scoperte nell'immensità dell'universo.
Questa volta, per far fronte all'inquinamento atmosferico galoppante e alla necessità di avere più aree verdi nelle piccole e grandi città del mondo, ha realizzato qualcosa davvero straordinario e meraviglioso.


Si chiama Click & Grow.
Si tratta di una soluzione che permette di far crescere una pianta all'interno della propria casa, senza troppa fatica.
Tutto ciò che vi serve è ordinare il prodotto, aggiungervi dell'acqua quando l'indicatore del prodotto ve lo chiede e l'energia (4 batterie o il collegamento alla rete elettrica della vostra abitazione).


I prodotti sono due:
  • c'è lo Smartpot: esso è quadrato e contiene i semi per far crescere una sola pianta. Quelle disponibili sono i pomodori, basilico, fragole, peperoncini e la pianta cresta di gallo. Per questo tipo di prodotto sono necessari acqua e 4 batterie;
  • c'è lo Smart Herb Garden, una mini serra che al momento presenta i semi di basilico, timo e melissa. Successivamente saranno disponibili i semi per i pomodorini, menta, rosmarino, salvia, lavanda.


Il prezzo è di 79$ (circa 57€) e per quanto riguarda il secondo prodotto la spedizione partirà da Gennaio 2014.
Un bel regalo, originale e innovativo, che aiuta ad aumentare il verde nelle nostre case, nelle nostre città, nel nostro pianeta e che fà sì che ognuno di noi possa essere un giardiniere.

mercoledì 11 dicembre 2013

Speciale Superquark: anticipazioni puntata 19 dicembre

Il prossimo 19 dicembre alle ore 21.15 su RaiUno tornerà il programma di Piero Angela, Superquark, in tre nuove puntate speciali che ci faranno compagnia per tutto il periodo natalizio.
Il tema centrale sarà quello del cervello umano, l'organo più importante del sistema nervoso centrale che ancora oggi risulta misterioso e complesso agli occhi degli scienziati.
Sarà un lungo viaggio che ci porterà a capire meglio come funziona l'intelligenza, le emozioni e gli istinti ma anche a dare una giusta definizione alla creatività, a cosa accade nel cervello nel momento in cui ridiamo o piangiamo e capire la nascita dei ricordi.
Questo speciale sarà composto da tre puntate che andranno in onda il 19 ed il 26 dicembre 2013 e il 2 gennaio 2014; ecco i titoli:
  • I puntata: Viaggio alla scoperta del cervello;
  • II puntata: Ridere e piangere, le emozioni della vita;
  • III puntata: Il cervello contro la macchina, la grande sfida.
fonte: www.superquark.rai.it

martedì 10 dicembre 2013

Parmitano torna in Italia: "la Terra è un pianeta unico"

Circa un mese fa si è conclusa l'avventura nello spazio dell'astronauta italiano Luca Parmitano, dopo 166 giorni passati nella Stazione Spaziale Internazionale.
Ieri 9 dicembre Parmitano è arrivato in Italia per condividere questa esperienza indimenticabile con l'Agenzia Spaziale Italiana e soprattutto con i giovani.
Dopo la lunga lettera dedicata alla Terra, all'evento di ieri sera l'astronauta ha risposto alle domande dei giornalisti; ecco le sue dichiarazioni:
"E' bellissimo tornare in Italia e sono felice di raccontarvi la mia esperienza.
Questa missione mi ha permesso di amare maggiormente il mio pianeta e lassù sentivo molto la compagnia dell'Italia: dai collegamenti con Napolitano e Letta ai numerosi messaggi che ho ricevuto dai social network.
Mi piace molto usare la metafora del tetragono, uno dei solidi geometrici più perfetti, perchè più larga è la base su cui poggia, più è stabile e preciso.
Noi astronauti siamo il vertice del tetragono ma per arrivare così lontano serve una base molto ampia, quindi voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile la missione Volare.
Infine vorrei parlare del nostro pianeta: abbiamo soltanto un mondo ed è bellissimo.
Quando sei lassù apprezzi la Terra in modo incredibile e la vedi sotto un altro punto di vista.
Se avessi viaggiato per tutta la vita nello spazio e avessi incrociato la Terra, sicuramente sarei sceso su questo pianeta.
Appena sono rientrato mi hanno colpito cose all'apparenza banali, ovvero il freddo, il caldo, il vento, il mare ed il Sole.
Dobbiamo assolutamente tutelare la Terra perchè è un pianeta davvero unico".

lunedì 9 dicembre 2013

One World Trade Center: misteriosi suoni provenienti dal grattacielo

Inaugurata lo scorso novembre 2013, l'One World Trade Center, il grattacielo di New York costruito per ricordare le vittime delle Torri Gemelle, sta facendo parlare di sè in questi giorni.
Secondo i cittadini di Manhattan l'edificio produce un particolare suono ma gli esperti hanno dichiarato che è tutta colpa del vento.
Un simile episodio era accaduto già durante la fase di costruzione del grattacielo ed allora la spiegazione fu che il suono era prodotto dalle numerose aperture della struttura.
I newyorkesi sono comunque preoccupati perchè il rumore ricorda molto il lamento dei fantasmi di coloro che hanno perso la vita l'11 settembre 2001, il giorno dell'attacco terroristico.
Il reporter di Fox News, Rick Leventhal, ha iniziato la sua indagine e ha concluso dicendo che il fenomeno è completamente causato dal vento perchè, quando soffia forte, provenendo da una direzione, produce un suono scoraggiante.
Ecco il video:


fonte: misteroufo.blogspot.it

giovedì 5 dicembre 2013

Dna umano antico di 400.000 anni rivela una parentela con i Denisoviani

Grande scoperta è stata fatta in Spagna, precisamente nella grotta Sima de los Huesos, nella Sierra di Atapuerca.
Sono stati trovati i resti di uno scheletro di Homo heidelbergensis da cui è stato estratto il materiale genetico, antico di ben 400.000 anni, che ha rivelato diverse sorprese.

Homo heidelbergensis. Credit: Javier Trueba, Madrid Scientific films
I resti hanno dimostrato una certa affinità, non con i Neandertal, ma con i cosiddetti Denisoviani della Siberia, i cui tratti genetici sono stati individuati anche negli aborigeni in Papua Nuova Guinea.
Il Dna è stato ricavato, con una tecnica innovativa, dalla polvere proveniente da un osso umano, infatti proprio da essa i ricercatori sono riusciti a ricostruire la sequenza mitocondriale.
La grotta dove è stata fatta la scoperta è situata 30 m sottoterra con una temperatura che si aggira attorno ai 10°C e lì, oltre a resti umani, sono stati rinvenuti ossa di animali, tra cui un orso delle caverne di 300.000 anni fa, e 28 scheletri di ominidi.
Il team tedesco-spagnolo che si è occupato della scoperta continuerà le sue ricerche nella grotta per ottenere più informazioni sull'evoluzione umana.

mercoledì 4 dicembre 2013

Hubble: astronomi trovano acqua nell'atmosfera di cinque esopianeti

Credit:NASA/A.Mandell,D.Deming
Grandissima scoperta è stata fatta da due team di astronomi guidati da Darke Deming e Avi Mandell: per la prima volta è stata trovata acqua nelle atmosfere di 5 esopianeti, grandi quanto Giove con orbite molto più strette di quella di Mercurio.
La scoperta è stata fatta con l'utilizzo del potente Hubble Space Telescope e, anche se è presente dell'acqua, questi pianeti non si avvicinano minimamente a mondi abitabili, soprattutto per le temperature elevate presenti sulle loro superfici.
Scopriamo insieme i 5 esopianeti:
  • WASP-17b, pianeta particolare con orbita retrograda e presenza di sodio nell'atmosfera;
  • HD209458b, pianeta piccolo caratterizzato da enormi tempeste e da atmosfera contenente, oltre l'acqua, anche molecole organiche;
  • WASP-12b, presenta atmosfera costituita principalmente da acqua e carbonio;
  • WASP-19b, pianeta con il periodo orbitale più corto di tutti gli esopianeti scoperti, infatti un anno dura solo 19 ore;
  • XO-1b, pianeta scoperto da astronomi amatoriali.
Ecco le dichiarazioni dei due team:
"Rilevare l'atmosfera di un esopianeta è davvero complicato ma scoprire acqua in altri mondi ci aiuterà a migliorare le nostre tecniche e a confrontare la quantità di acqua presente nelle atmosfere di differenti pianeti, per esempio tra quelli caldi e quelli freddi".
fonte: www.link2universe.net

martedì 3 dicembre 2013

Avvistate tre sfere luminose sul volo Toronto - Los Angeles

Particolare avvistamento ufo è avvenuto circa 10 giorni fa negli Stati Uniti, durante il volo da Toronto a Los Angeles.
Il testimone afferma di aver fotografato tre sfere di luce sopra il deserto californiano e le immagini sono state subito diffuse sul web, aspettando che gli esperti cercano di capire se si tratta di un falso.


Ecco la testimonianza del cugino del testimone:
"Mio cugino (esperto di aeronautica) viaggiava lo scorso 25 novembre su un aereo della Air Canada (volo n.799) per andare a Los Angeles.
45 minuti prima di atterrare in California, ha notato tre sfere brillanti sopra il deserto e le montagne e si è messo subito a fotografarle.
Era difficile capire se fossero in aria o sul terreno; perciò ho fatto delle ricerche per vedere se trovavo nella zona tra California, Arizona e Nevada dei pannelli solari, specchi o fattorie.
Non ho trovato niente, nessun edificio o struttura, solo una piccola strada in primo piano.
Ancora oggi queste luci rimangono un mistero".
fonte: www.segnidalcielo.it

lunedì 2 dicembre 2013

KOI-351: scoperto sistema planetario simile al Sistema Solare

Un team di astronomi ha scoperto un sistema planetario molto simile al Sistema Solare.
Ciò aiuterà gli scienziati a comprendere meglio l'evoluzione del nostro sistema e la formazione dei pianeti.
Il sistema appena individuato si chiama KOI-351 (Kepler Object of Interest), è composto da ben 7 pianeti e la sua particolarità è il fatto che presenti pianeti rocciosi all'interno e quelli gassosi verso l'esterno.
Fino ad ora gli astronomi avevano quasi sempre individuato sistemi planetari con giganti gassosi molto vicini alla stella e questa scoperta porterà il team, guidato da Juan Cabrera, a fare dei passi avanti nella formazione dei pianeti del Sistema Solare.

Confronto tra il Sistema Solare (orbite blu e nomi pianeti in tedesco)
 e KOI-351 (orbite rosse). Credit: DLR
Ecco alcune caratteristiche di KOI-351:
  • tre dei sette pianeti sono stati scoperti già alcuni anni fa e presentano periodi orbitali di 331, 211 e 60 giorni, molto simili a quelli della Terra, Venere e Mercurio;
  • i pianeti individuati da Cabrera, invece, sono molto più vicini alla stella e presentano periodi orbitali di 7, 9, 92 e 125 giorni;
  • la distanza a cui orbita il pianeta più esterno è di 150 milioni di km (1 UA), ovvero la distanza a cui orbita la Terra dal Sole.
Dopo la scoperta, Juan Cabrera, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
"Non sappiamo in che modo si è formato il sistema planetario KOI-351 ma abbiamo la sensazione che ci aiuterà a capire la formazione del Sistema Solare".
fonte: www.link2universe.net

giovedì 28 novembre 2013

Himiko: la collisione di tre galassie avvenuta 13 miliardi di anni fa

Un team di astronomi, utilizzando lo Spitzer, l'Hubble e l'ALMA, ha ottenuto informazioni interessanti su un trio di galassie primordiali, durante una fase di collisione avvenuta ben 13 miliardi di anni fa.
Questo trio è conosciuto con il nome di Himiko, per ricordare una famosa regina giapponese di 2000 anni fa, ed è stato osservato per la prima volta nel 2009.

Himiko osservata con Hubble (sinistra) e con Spitzer e Subaru nel riquadro.
Credit: NASA/Subaru/ALMA
Allora si pensava che fosse un'enorme bolla di gas ionizzato ad alte temperature ma successivamente, con l'utilizzo dello Spitzer, gli astronomi pensavano di aver trovato una singola grande galassia, con una grandezza 10 volte superiore a quella delle galassie di quel periodo.
Nonostante ciò gli scienziati hanno continuato a fare delle ricerche e hanno scoperto che si tratta in realtà di tre galassie, le cui giovani stelle riscaldano l'intera nube di gas che le circondano.
Quindi queste aree non sono altro che le prime culle del silicio, carbonio ed ossigeno ma, secondo le ultime osservazioni fatte con ALMA, non è stata trovata nessuna traccia di carbonio.
Perciò gli astronomi hanno ipotizzato che il gas presente attorno ad Himiko sia una miscela primordiale di elementi leggeri, come elio ed idrogeno, creati durante il Big Bang.
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 27 novembre 2013

VLT esplora NGC 2035 e gli effetti della morte delle stelle

Il Very Large Telescope ha ottenuto una nuova immagine di una delle galassie più vicine alla nostra, la Grande Nube di Magellano, situata nella costellazione del Dorado ad una distanza da noi di 160.000 anni luce.
Questa galassia sta producendo attualmente numerose stelle in regioni molto luminose che possono essere osservate anche dalla Terra ad occhio nudo, come la Nebulosa Tarantola.
Nell'immagine del VLT possiamo ammirare una regione non molto conosciuta della galassia in cui troviamo sulla destra NGC 2035, chiamata anche Nebulosa Testa di Drago.

Credit: ESO
NGC 2035 è una nebulosa a emissione dove le nubi di gas risplendono per la radiazione energetica emessa dalle giovani stelle, o meglio la radiazione strappa elettroni dagli atomi del gas e li ricombina con altri atomi, emettendo così luce.
Inoltre ci sono grumi scuri di polvere che assorbono la luce e creano strane forme nella nebulosa.
Infine a sinistra troviamo una struttura filamentosa prodotta dalla morte delle stelle, ovvero si è creata da uno degli eventi più violenti che accadono nell'Universo: un 'esplosione di supernova che, in questo caso, è la SNR 0536-67.6.
fonte: www.eso.org

martedì 26 novembre 2013

Avvistata flottillas Ufo a Santiago del Cile

Continuano gli avvistamenti ufo nel Sud America in queste settimane di novembre.
Alcuni giorni vi avevo segnalato l'avvistamento avvenuto in Colombia lo scorso 8 novembre, quando nel cielo di Pereira sono comparsi centinaia di oggetti volanti.
E' simile a ciò che è accaduto il giorno prima, 7 novembre, a Santiago del Cile.
Anche qui è comparsa una vera e propria flottillas Ufo, o meglio centinaia di sfere luminose di color bianco che si muovevano lentamente nel cielo.
Un testimone ha realizzato un video di altissima qualità della durata di 3 minuti e 40 secondi:


Cosa sono queste sfere?
Da dove provengono e quali sono le loro reali intenzioni?
fonte: www.segnidalcielo.it

lunedì 25 novembre 2013

Il 2014 immaginato da Isaac Asimov nel lontano 1963

Isaac Asimov
Tante volte ci capita di immaginare il futuro, pensando per esempio a come sarebbe la vita sulla Terra fra 50 anni.
Ciò è stato fatto nel lontano 1963 anche dallo scrittore di Io, Robot, Isaac Asimov, che si è comportato da psicostoriografo, mestiere che consiste nel prevedere il futuro, basandosi su diversi fattori.
Se oggi andiamo a rileggere le previsioni di Asimov per il 2014 notiamo che alcune cose sono errate mentre altre incredibilmente esatte.
Tra quelle errate troviamo città sotterranee e subacquee, dove l'uomo si nutrirà soltanto di cibi liofilizzati, auto a cuscino d'aria, colonie lunari e merci spedite in tubi pneumatici.
Mentre quelle esatte sono:
  • uso ancora limitato dei robot ed esistenza di minicomputer e di auto che si guidano da sole;
  • scambio globale di informazioni audio e video (proprio come Internet);
  • popolazione mondiale attorno ai 6,5 miliardi di persone;
  • utilizzo di energia proveniente da centrali solari;
  • il problema del 2014 sarà come combattere la noia.
Questa scienza non è altro che la futurologia, il cui scopo è quello di produrre scenari che hanno una minore o maggiore probabilità di verificarsi.
Serve per stimolare la fantasia dei creativi e creare un dibattito tra inventori, industria e finanza, anche se l'immaginazione del futuro viene fatto soltanto in termini di tecnologie, trascurando i mutamenti sociali.
Dopo la previsione di Asimov, ai giorni nostri il futurologo Stian Westlake è stato scelto per fare delle previsioni riguardo il 2064; ecco cosa ha dichiarato:
"Tra 50 anni il mondo sarà caratterizzato dal riscaldamento globale e dai danni all'ecosistema.
Quindi la tecnologia si concentrerà soprattutto sull'energia pulita e sul passaggio da un'economia delle cose ad una delle esperienze, per esempio non si venderanno più dei viaggi reali ma dei viaggi virtuali e tutto ciò verrà fatto esclusivamente per risparmiare energia e risorse".

giovedì 21 novembre 2013

Russia: misterioso lampo appare a Lyubertsy e Kotelniki

La Russia continua ad essere il centro di strani avvistamenti ufo.
Dopo gli oggetti volanti osservati durante la caduta del meteorite a Chelyabinsk, tre giorni fa, il 18 novembre, si è verificato durante la notte nelle città di Lyubertsy e Kotelniki un evento molto particolare.
Dalle telecamere di sorveglianza è possibile osservare un forte lampo misterioso che ha svegliato migliaia di abitanti, usciti dalle loro abitazioni per capire cosa fosse successo.
Il sito Moscova 24 ha parlato il giorno dopo del misterioso flash ed è stato realizzato un video in cui sono stati raccolti diversi filmati di quella notte.


Le autorità non hanno rilasciato dichiarazioni e gli ufologi hanno iniziato subito le loro indagini per comprendere questo fenomeno mai osservato sul nostro pianeta.
fonte: misteroufo.blogspot.it

mercoledì 20 novembre 2013

Video dell'evoluzione di Marte in 4 miliardi di anni

Se oggi chiediamo alla gente come immaginano il futuro, una parte di essa risponderà che vivremo su un'altro pianeta, o meglio sul famoso pianeta rosso, che da anni occupa la mente degli scienziati per rendere Marte un pianeta vivibile e quindi una seconda casa per l'umanità.
Attualmente sono attive diverse missioni marziane per studiare il pianeta, la sua atmosfera e capire se in passato ha ospitato la vita, visto che sono state trovate tracce di grandi corpi d'acqua, come mari, laghi ed oceani.
In attesa di novità dal rover Curiosity, gli scienziati del Goddard Space Flight Center della Nasa hanno creato un rendering artistico in cui è possibile osservare l'evoluzione della superficie di Marte, attraverso le sue ere geologiche, sempre basandosi sulle informazioni ottenute dalle missioni marziane.


Questa evoluzione di 4 miliardi di anni viene mostrata in pochi secondi e si passa da cieli e mari blu a deserti rossi, fino ad arrivare ad un'atmosfera sottile sopra un'enorme distesa di crateri.
fonte: www.link2universe.net

martedì 19 novembre 2013

Entro il 2050 costruzione di un ascensore spaziale

Credit: NASA
Interessante ciò che una compagnia giapponese, Obayashi Corp, sta progettando per il 2050: un ascensore spaziale che partirà dalla Terra fino a raggiungere una stazione, situata ad una altitudine di 36.000 km.
Per ora non c'è niente di concreto ma la compagnia ha iniziato già degli studi per capire le difficoltà che si potrebbero incontrare nel progetto.
L'obiettivo è quello di trasportare 30 passeggeri nello spazio in un viaggio che durerebbe una settimana.
Il responsabile del progetto, Yomiuri Shimbun, ha dichiarato:
"Cercheremo di trasportare la gente con macchine che viaggerebbero lungo il cavo, che si estende dalla Terra, usando dei motori lineari magnetici per la propulsione.
I passeggeri scenderebbero alla stazione spaziale dove ci saranno case e laboratori, oltre ad una stazione per la generazione dell'energia dalla luce solare.
Questa centrale sarà in grado anche di trasmettere energia a terra.
Al momento non abbiamo ancora stimato il costo del progetto ma cercheremo di continuare un progresso stabile, in modo che non sia semplicemente un sogno".
fonte: www.link2universe.net

lunedì 18 novembre 2013

L'aspetto della Via Lattea di 11 miliardi di anni fa

Un team di scienziati dell'Hubble Space Telescope ha ottenuto per la prima volta una simulazione di come la nostra galassia, Via Lattea, si presentava nel passato.
Ciò è stato fatto osservando 400 galassie simili alla nostra, in vari stadi della loro evoluzione su un arco temporale di 11 miliardi di anni.
E' stato un progetto interessante che ha permesso di scoprire qualcosa in più sulla formazione della Via Lattea; infatti la simulazione dimostra che il disco stellare della galassia ed il nucleo di stelle che circonda la regione centrale hanno condiviso la loro evoluzione, crescendo insieme.

Confronto tra la Via Lattea del passato con quella presente. Credit:NASA
Dall'immagine possiamo notare che in passato la Via Lattea era molto più pallida, blu e costituita da oggetti di massa bassa e contenenti molto gas, necessario per formare successivamente la grande quantità di stelle presenti oggi nella galassia.
Inoltre, durante il suo picco di formazione stellare, produceva annualmente ben 15 stelle, a differenza di oggi la cui produzione si è fermata ad 1 stella.
fonte: www.link2universe.net

venerdì 15 novembre 2013

Spettacolare avvistamento ufo a Pereira (Colombia)

Incredibile ciò che è accaduto in Colombia lo scorso 8 novembre.
Nella città colombiana di Pereira, distante 250 km dalla capitale Bogotà, si è verificato alle ore 17.00 un vero e proprio avvistamento ufo, o meglio flottillas, che entrerà nella storia per il numero elevato di oggetti volanti presenti nel cielo.
I testimoni sono migliaia, infatti sono stati registrati moltissimi video con smartphone e videocamere, ma la parte interessante riguarda le dichiarazioni della gente:
"Sembrava un film di fantascienza in cui assistevamo ad una vera e propria invasione ufo".
I video stanno facendo il giro del mondo e ancora oggi non sono state rilasciate dichiarazioni dalle autorità per spiegare cosa è accaduto realmente quel giorno.
Ecco un video dell'avvistamento in cui si possono notare diverse sfere di luce che volano lentamente nel cielo di Pereira:


fonte: www.segnidalcielo.it

giovedì 14 novembre 2013

Parmitano parla della sua esperienza nello spazio e della bellezza dell'Italia

Lunedì 11 novembre si è conclusa la missione spaziale di Luca Parmitano, dopo ben 166 giorni trascorsi sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Ieri 13 novembre, invece, l'Agenzia Spaziale Italiana ha organizzato un evento per parlare in diretta con l'astronauta riguardo la sua esperienza nello spazio; ecco le sue parole:
"E' stata un'esperienza incredibile, lassù era fantastico.
Vivere nello spazio è meraviglioso ma sono felice di esser tornato a casa per mia moglie e per le mie figlie.
E' stato bello quando, appena arrivato a Houston, sono andato a svegliare le mie bimbe e l'espressione che ho visto nei loro occhi resterà con me per il resto della vita.
Mi sento bene anche se ho ancora questa sensazione di pesantezza.
Ho iniziato già  la fase di riabilitazione post-missione e tra un mese tornerò in Italia.
Il rientro dallo spazio è stato abbastanza duro e condivido pienamente ciò che ha detto Paolo Nespoli riguardo l'atterraggio: è come stare fermi su una 500 ed essere improvvisamente colpiti da un Tir che viaggia bello veloce.

La Sicilia vista dall'astronauta Parmitano
Dallo spazio ho scattato moltissime foto sull'Italia: è un paese meraviglioso dove non ci sono questi confini regionali che ci siamo inventati, non ci sono differenze tra nord, centro e sud.
Di notte si vedono le città brillare e la costa italiana è tutta delineata dalle luci delle città.
La parola che mi viene in mente guardandola è armonia.
Poche ore dopo il rientro mi sono emozionato fortemente quando ho sentito il forte odore della terra bagnata e quando ho visto i colori dell'alba.
La Terra mi è mancata ma se mi chiedete se voglio ritornare nello spazio la mia risposta è sì, tornerei volentieri in orbita.
Infine vorrei dire grazie all'Italia, alle istituzioni e ai cittadini per il sostegno che mi hanno dato in questa meravigliosa e straordinaria esperienza".

mercoledì 13 novembre 2013

Il panorama spettacolare dell'ammasso stellare NGC 3572

Il Wide Field Imager (WFI) ha ottenuto una immagine meravigliosa dell'ammasso stellare NGC 3572, situato nella costellazione australe della Carena, che contiene giovani stelle calde molto luminose (colore bianco-azzurro nell'immagine), responsabili della formazione di potenti venti stellari che disperdono il gas e la polvere presenti attorno all'ammasso.

Credit: ESO/G.Beccari
L'immagine presenta nella parte inferiore una parte della nube molecolare che ha dato vita alle stelle giovani e si presenta con strutture particolari, come bolle, archi e colonne scure, soprannominate dagli astronomi proboscide di elefante.
Altra particolarità riguarda la presenza, appena sopra il centro della foto, di una piccola nebulosa a forma di anello; secondo gli esperti potrebbe essere un residuo denso della nube molecolare o una bolla creatasi attorno ad una stella calda molto brillante.
Questo ammasso sarà molto studiato dagli astronomi per capire l'evoluzione stellare, visto che NGC 3572 presenta stelle molto diverse tra loro, non solo per l'età, ma anche per dimensione, massa, temperatura e colore.
fonte: www.eso.org

martedì 12 novembre 2013

La nuova coda ionica della cometa ISON

Nuove immagini in arrivo per la cometa ISON che il prossimo 28 novembre passerà vicino al Sole attirando l'attenzione di milioni di persone.
Analizzando le ultime immagini sembra che la cometa stia producendo una nuova coda ionica, ovvero code composte di gas, soprattutto di anidride carbonica e monossido di carbonio, che vengono create dal vento solare.

Tra la chioma verde della cometa e la stella luminosa al centro è
 possibile notare due code pallide. Credit: Damian Peach
Le code vengono elettrificate fino a diventare fluorescenti sotto la luce ultravioletta del Sole e, essendo costituite da ioni, interagiscono molto con le particelle cariche del vento solare.
Possono piegarsi in vari modi e ciò dipende dal cambiamento dell'intensità e della direzione del campo magnetico che a volte può anche strappare le code dalla cometa, permettendo a quest'ultima di crearne altre rapidamente.
Gli astronomi hanno notato anche un aumento di luminosità, infatti ISON ha raggiunto un magnitudo 8,5 e, secondo le previsioni, ci sarà un altro incremento di mezzo magnitudo.
Ciò che si spera è che la cometa sopravviva all'incontro ravvicinato con il Sole per assistere a fine novembre ad uno spettacolo unico e meraviglioso.
fonte: www.link2universe.net

lunedì 11 novembre 2013

Parmitano torna a casa e la sua lettera d'amore per il pianeta Terra

Oggi 11 novembre si è conclusa l'avventura nello spazio dell'astronauta italiano Luca Parmitano, dopo aver passato 166 giorni nella Stazione Spaziale Internazionale.
La navetta russa Soyuz è atterrata in Kazakistan verso le 3.00 di notte, riportando a terra, oltre all'italiano, anche il comandante russo Fyodor Yurchikhin, l'americana Karen Nyberg e la famosa torcia olimpica dei giochi invernali di Sochi 2014.
Parmitano è apparso sorridente e felice, durante l'uscita dalla navicella, ed entrerà nella storia per esser stato il primo italiano ad effettuare ben due passeggiate spaziali.


In questi ultimi mesi è stato sempre in contatto con i suoi fans, regalando magnifiche immagini del pianeta e soprattutto della sua Sicilia vista dallo spazio.
Inoltre, prima del rientro a casa, ha dedicato una lunga lettera d'amore al pianeta Terra:
"I miei occhi accarezzano amorevolmente la sua pelle dalle sconfinate e magnifiche tonalità.
Quante volte con lo sguardo ne ho esplorato i confini, di un azzurro indescrivibile, mentre l'alba ne immortalava le curve, delineate perfettamente dalla luminescenza delle nubi mesosferiche, splendide, cangianti: il colore di una pazienza senza tempo e infinita. 
Osservo nel silenzio della mia postazione: so che il suo cuore pulsa invisibile, e scorgo la linfa vitale scorrere nelle infinite vene che attraversano le sue terre, alimentate e protette dalle nubi, che la ricoprono come il manto di una vergine vestale. 
Il suo respiro ha il ritmo calmo ed eterno delle maree, la grandezza delle onde oceaniche, la potenza dei venti che spazzano in un soffio le sabbie di cento deserti, le cime di mille montagne.
Fra poche ore, tutto questo sara' un ricordo.
La mia astronave mi attende, per adesso quieta e buia, ma presto teatro dinamico e drammatico del mio rientro a terra.
Tutto quel che ha un inizio, deve necessariamente finire: una meravigliosa fragilità che rende ogni esperienza unica, e per questo ancora più preziosa. 
Adesso, però, cerco ancora di riempirmi gli occhi, la mente e il cuore di colori, di sfumature, sensazioni.
Perché restino con me, che ne possa testimoniare. 
Le terre emerse si confondono l'una nell'altra, i confini, arbitrari e immaginari, del tutto inesistenti da qui, mentre le osservo dalla Cupola.
Osservo le terre degli uomini.
Dalla Terra, guardando verso il cielo e le stelle, ne ho sempre sentito l'attrazione irresistibile, ho incoraggiato la mente a perdersi verso l'infinito e l'ignoto.
E' la nostra natura, il gene di Ulisse.
Ma anche Ulisse, dopo tanto viaggiare, torna a Itaca: e a lungo sogna la sua isola. 
Se fossi nato tra gli spazi dell'impenetrabile nero interstellare, se avessi passato tutta la mia vita viaggiando lontano dal nostro mondo, osserverei con lo stesso sguardo ammirato che ho adesso le sue acque azzurre, i suoi continenti così variegati.
Ogni alba e ogni tramonto mi regalerebbero lo stesso stupore atavico.
E sognerei di sprofondare i piedi nelle sue sabbie calde, di sentire il gelido abbraccio delle sue nevi, e la carezza salmastra delle brezze che dal mare si spingono verso la terra.
Mi chiederei cosa si prova a immergersi nelle sue acque, a scaldarsi al calore del suo sole.
Ma sono fortunato: io sono nato lì.
Quello è il mio pianeta. Quella è casa mia".

giovedì 7 novembre 2013

WISE: nuova immagine della Nebulosa Testa di Strega

Alcuni giorni fa in tutto il mondo si è festeggiato Halloween e la Nasa ha deciso di partecipare pubblicando una immagine della famosa Nebulosa Testa di Strega (IC 2118), ottenuta dal telescopio ad infrarossi WISE.
E' situata nella parte settentrionale della Costellazione di Eridano, tra le stelle β Eridani e Rigel, ad una distanza di 685 anni luce da noi.
Si tratta di una nebulosa a riflessione ovvero nubi di polvere che riflettono la luce di stelle vicine ed in questo caso IC 2118 riflette soprattutto la luce della stella Rigel.

Credit: NASA/JPL
E' ricca di stelle giovani, la cui formazione avviene all'interno di nubi di gas d'idrogeno e polvere che non permettono alla nebulosa di essere osservata nella lunghezza ottica visibile ai nostri occhi.
Perciò gli astronomi hanno utilizzato gli occhi infrarossi del WISE mostrando una nuova visione della Nebulosa Testa di Strega, che appartiene al Grande Complesso Molecolare di Orione costituito da piccole e grandi nebulose.
fonte: www.link2universe.net & it.wikipedia org

mercoledì 6 novembre 2013

Nube di Smith e il suo futuro scontro con la Via Lattea

Novità interessanti arrivano da una enorme nube di gas di idrogeno, individuata tramite i radiotelescopi della VLA ed il GBT (Green Bank Telescope).
Secondo gli scienziati questa nube, chiamata Nube di Smith, entrerà in collisione con la Via Lattea e misteriosamente riuscirà a sopravvivere, grazie ad uno scudo magnetico interno.

Credit: NRAO
Appartiene alle famose nubi ad alta velocità HCV e sta viaggiando verso la nostra galassia a 241 km/sec, il cui impatto è previsto tra 30 milioni di anni, quando esploderà in una intensa formazione stellare.
Ciò accadrà se riuscirà a sopravvivere durante l'ingresso nella galassia attraverso il suo alone, ovvero una bolla di gas ionizzato caldo che circonda la Via Lattea proprio come l'atmosfera attorno alla Terra.
Gli scienziati hanno cercato di capire come le HCV sopravvivessero all'impatto e, dopo varie analisi e studi, hanno trovato la risposta: campo magnetico interno, la cui nascita ed evoluzione rimane ancora un mistero per gli astronomi.
fonte: www.link2universe.net

martedì 5 novembre 2013

India: successo per la missione marziana MOM

Oggi 5 novembre alle ore 10.00 è partito, dalla base di Sriharikota, il razzo Polar Satellite Launch Vehicle, per portare in orbita terrestre la sonda Mars Orbiter Mission (MOM), conosciuta meglio con il nome di Mangalyaan.
E' un giorno di festa per l'India che ha visto partire con successo la prima missione spaziale indiana per Marte.
La navicella resterà in orbita terrestre per 25 giorni, in modo da acquistare abbastanza velocità per sfuggire alla gravità terrestre e dirigersi poi verso il pianeta rosso, il cui arrivo è previsto per il 24 settembre 2014.
Una volta entrata nell'orbita marziana, la sonda studierà l'atmosfera e la mineralogia del pianeta, sperando di trovare anche delle tracce di metano.
Inoltre questa missione indiana entrerà nella storia per aver avuto un basso costo, pari a 55 milioni di euro, e ciò preoccupa molti esperti, non indiani, riguardo il successo della missione.
Il presidente dell'Organizzazione Indiana per lo Spazio e la Ricerca, K. Radhakrishnan, ha dichiarato:
"Non sottovalutate questa missione solo per il suo basso costo di realizzazione perchè questa scelta è stata fatta seguendo il principio indiano Jugaad, che consiste nel trovare la soluzione più conveniente possibile.
Abbiamo lavorato molto per questa missione marziana e chiedo a tutti di avere solo un po' più di fiducia nei confronti dell'agenzia spaziale indiana".

lunedì 4 novembre 2013

ALMA svela la vera forma della Nebulosa Boomerang

L'ALMA continua a sorprendere gli scienziati per la sua enorme potenza.
E' riuscita a risolvere il mistero della forma della Nebulosa Boomerang, situata nella costellazione del Centauro ad una distanza di 5000 anni luce dalla Terra.
Questa nebulosa è la regione più fredda dell'Universo conosciuto, con una temperatura che si aggira ai -272,22°C, e da diversi anni gli astronomi non riescono ad intuire la sua reale forma.
Inizialmente si pensava avesse una forma simile ad un boomerang, poi le osservazioni dell'Hubble Space Telescope mostrarono una figura simile ad un papillon ed infine, con l'utilizzo del potente ALMA, gli astronomi hanno potuto osservare, per la prima volta, la sua vera forma, che somiglia ad un fantasma.

Credit:NRAO/ALMA
La Nebulosa Boomerang è una giovane nebulosa planetaria, ovvero nebulose formate nell'ultima fase di vita delle stelle che stanno perdendo gli strati più esterni.
Alla fine di ciò al centro rimane una nana bianca che emette radiazione ultravioletta, irradiando poi il gas intorno facendolo brillare.
La nebulosa che stiamo analizzando, invece, si trova attualmente ad uno stadio precedente a tutto ciò, chiamato pre-planetario.
In questo stadio la stella non sta ancora emettendo radiazione per illuminare e riscaldare nubi di gas e polvere situati attorno ad essa.
Perciò la nebulosa viene vista solo per via della luce stellare che viene riflessa dalla polvere.
Gli scienziati hanno dichiarato che lo studio di questa particolare nebulosa servirà a comprendere meglio la morte delle stelle e la nascita delle nebulose planetarie.
fonte: www.link2universe.net

giovedì 31 ottobre 2013

Kepler-78b: l'esopianeta più simile alla Terra

La navicella Kepler continua ad individuare pianeti simili alla Terra al di fuori del Sistema Solare.
La sua missione è quella di scoprire, non soltanto esopianeti terrestri, ma di capire se questi si trovano nella cosiddetta zona abitabile, ovvero quella giusta distanza dalla stella che permette di avere acqua liquida sulla superficie del pianeta.
L'ultimo esopianeta scoperto si chiama Kepler-78b ed è situato ad una distanza di 700 anni luce da noi; ha un nucleo di ferro, è roccioso e presenta dimensioni, densità e massa simili a quella terrestre.

Credit: David A. Aguilar
L'unico difetto è che non potrebbe ospitare la vita per la sua elevata temperatura superficiale, a causa della vicinanza alla stella Kepler-78, il cui periodo di rivoluzione è di solo 8,5 ore.
La scoperta è stata fatta anche con l'aiuto di Harps-N, lo spettrometro installato sul Telescopio Nazionale Galileo (Tng); infatti il presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica e capo del Tng, Giovanni Bignami, ha dichiarato:
"E' un risultato straordinario perchè fino ad ora non avevamo mai individuato un pianeta così simile alla Terra.
Ciò dimostra che la caccia agli esopianeti si sta affinando, anche grazie all'installazione di Harps sul Tng, posizionandolo in modo di poter guardare lo stesso emisfero del satellite Kepler".

mercoledì 30 ottobre 2013

Satellite Nasa riprende una flotta di ufo in Argentina

Interessante avvistamento ufo si è verificato nell'Argentina meridionale un anno e mezzo fa.
Il caso è stato segnalato solo ora, precisamente il 25 ottobre, da un quotidiano portoghese, TVi24, che ha mandato in onda un servizio, o meglio un video della Nasa, in cui è possibile notare una flotta di luci sulla città di Comodoro Rivadavia.
Il video (clicca sul seguente link per vederlo: flottillas Argentina) è composto da una serie di immagini, registrate nell'aprile 2012 da un satellite della Nasa; questo materiale ha costretto l'agenzia spaziale ad intervenire, affermando che le luci avvistate in Argentina erano, non degli ufo, ma lanterne dei pescherecci.
Ciò è difficile da credere sia per l'elevato numero di pescherecci presenti contemporaneamente nell'oceano Atlantico sia per il fatto che le luci hanno viaggiato anche nell'entroterra sudamericano.
In attesa di novità potete esprimere la vostra opinione sull'avvistamento commentando qui sotto.
fonte: www.segnidalcielo.it

martedì 29 ottobre 2013

Hubble pubblica una nuova immagine di Proxima Centauri

L'Hubble Space Telescope ha fornito un'altra immagine spettacolare degli oggetti cosmici situati nelle vicinanze del Sistema Solare, ovvero la stella Proxima Centauri.
Scoperta nel 1915 dal direttore dell'Union Observatory in Sudafrica, Robert Innes, è situata nella costellazione del Centauro ad una distanza dalla Terra di 4 anni luce.
E' una stella molto piccola, con una massa pari ad 1/8 di quella solare, e a volte la sua luminosità aumenta rilasciando anche intensi brillamenti.

Credit: NASA/ESA
Secondo le ultime analisi, gli astronomi hanno intuito che Proxima avrà una vita lunghissima, nel senso che rimarrà nello stato attuale di attività per altri 4 trilioni di anni, ovvero 300 volte l'età attuale dell'Universo.
E' la nostra stella più vicina da 32.000 anni e lo sarà ancora per altri 33.000 anni; con il passare del tempo continuerà ad avvicinarsi e tra 26.700 anni la sua distanza da noi arriverà a 3,11 anni luce.
fonte: www.link2universe.net

venerdì 25 ottobre 2013

New Horizons: petizione per inviare il tuo nome e messaggio nello spazio

Le sonde Voyager sono famose soprattutto per i dischi dorati che ospitano a bordo e per il messaggio che contengono.
Il creatore di quei dischi, Jon Lomberg, sta pensando di creare un altro messaggio da introdurre nella navicella New Horizons, lanciata dalla Nasa nel gennaio 2006, che arriverà vicino al pianeta nano Plutone il 14 luglio 2015.
Successivamente la sonda sarà spedita verso la costellazione del Sagittario, o meglio verso il centro della Via Lattea.
Lomberg ha intenzione di creare e caricare il messaggio sulla sonda un anno prima che arrivi al sistema di Plutone e, per fare ciò, lo scienziato ha inserito sul web una petizione da firmare, per convincere così la Nasa ad accettare la sua idea.
I nomi dei primi 10.000 iscritti saranno caricati nella memoria a bordo della sonda ed il sito su cui firmare il proprio nome è il seguente: New Horizons Message.


Il messaggio sarà caricato nel computer della sonda, dovrà avere una grandezza di 100 mb e potrà includere anche immagini e suoni dalla Terra e mappe dettagliate.
Jon Lomberg ha dichiarato:
"La sfida è quella di riuscire a creare il più ricco e duraturo messaggio possibile, che sia anche facile da decifrare da parte di una civiltà extraterrestre.
La durata del messaggio dovrebbe essere di alcuni decenni, molto inferiore a quella dei messaggi iscritti nei dischi d'oro di Voyager, la cui durata si aggira attorno a miliardi di anni".
fonte: www.link2universe.net

giovedì 24 ottobre 2013

Le nuove osservazioni sui mari e laghi di Titano

Titano rimane ancora oggi il satellite più interessante del Sistema Solare e, ora che le superfici esposte al Sole sono cambiate, gli scienziati hanno ottenuto altre informazioni riguardo i suoi laghi e mari.
Attualmente il Sole sta illuminando il polo nord della luna e questo ha permesso di eliminare un pò d'alone che copriva la regione, mostrando così più chiaramente i laghi.

Mari e laghi situati al Polo Nord di Titano.
Credit:NASA/JPL
A differenza del polo sud, dove c'è solo un grande lago circondato da altri piccoli, il polo nord presenta molti più laghi grandi e, con le nuove osservazioni della sonda Cassini, sono stati analizzati i cambiamenti dei mari e come vengono riforniti da nuovi liquidi attraverso le piogge e i fiumi.
Si è scoperto anche l'evaporazione di alcuni laghi e mari che hanno lasciato come prova delle pianure salate simili a quelle terrestri.
L'unica differenza è che al posto del sale ci sono distese di materiale organico, formatosi originariamente nell'alone sopra l'atmosfera di Titano, dissolvendosi poi nei laghi.
Una scienziata della missione Cassini, Linda Spilker, ha dichiarato:
"I laghi nordici di Titano sono molto interessanti perchè subiscono cambiamenti durante le stagioni, che possono essere osservati grazie alla sonda Cassini.
Più dati raccoglieremo più capiremo il ciclo idrologico su Titano e quindi la formazione dei laghi".
fonte: www.link2universe.net

mercoledì 23 ottobre 2013

Gobekli Tepe: il tempio dedicato a Sirio

Le civiltà antiche hanno sempre interessato l'uomo moderno per le sculture e monumenti che ci hanno lasciato.
Il fisico e archeoastronomo Giulio Magli sta analizzando da diverso tempo il tempio Gobekli Tepe (Turchia), perchè pensa possa essere stato realizzato per le stelle.
Questo tempio, realizzato tra 11.500 e 10.000 anni fa, è formato da strutture ellittiche di muri a secco e stele a T scolpite, con enormi pilastri centrali.
Magli si chiede il perchè sia stata realizzata questa grande struttura nel periodo in cui l'uomo esprimeva ancora la sua spiritualità dipingendo rocce e caverne.
Facendo delle analisi, il fisico ha deciso di ricostruire il cielo notturno sul tempio nel periodo della sua costruzione e ha scoperto che allora la stella più luminosa del cielo notturno, Sirio, ritornò ad essere visibile sopra l'orizzonte, dopo ben 6.000 anni .
Poi ha studiato l'orientamento delle strutture ellittiche e ha notato che i loro assi maggiori puntano ognuno nella direzione in cui apparì Sirio 11.100, 10.750 e 10.300 anni fa.
Ciò dimostra che Gobekli Tepe è stato ricostruito più volte, sempre per adattarlo allo spostamento di Sirio.

martedì 22 ottobre 2013

Cassini fotografa i geyser di Encelado

La piccola luna di Saturno, Encelado, continua ad attirare l'attenzione degli astronomi sia per i geyser che per l'oceano liquido che potrebbe ospitare sotto la crosta.
La sonda Cassini ha fornito una nuova immagine spettacolare del satellite, ottenuta il 2 aprile 2013 ad una distanza dalla luna di 832.000 km.
Encelado è composto principalmente da ghiaccio d'acqua e roccia e presenta al polo sud circa 100 geyser, che spruzzano nello spazio pennacchi d'acqua, minerali e molecole organiche.
I geyser si differenziano per la potenza e per l'altitudine che raggiungono ma entrambi sono generati dall'orbita ellittica del satellite, che lo porta ad avvicinarsi e ad allontanarsi da Saturno, accumulando stress gravitazionale e rilasciando energia termica.

Credit: Cassini/NASA/JPL
Per ottenere questa immagine è stata utilizzata una particolare tecnica che permette di osservare Encelado, illuminato dalla luce solare riflessa dalla superficie di Saturno.
Ora si cercherà di studiare il misterioso oceano liquido, per capire se è in grado di ospitare forme di vita, ed in futuro verrà attivata una missione per raccogliere campioni dai geyser che saranno analizzati poi sulla Terra.
fonte: www.link2universe.net

lunedì 21 ottobre 2013

Scoperto esopianeta con la relatività di Einstein

Gli astronomi continuano ad individuare nuovi esopianeti nella cosiddetta zona abitabile, zona in cui potrebbe esserci acqua liquida sulla superficie del pianeta.
La particolarità di questa scoperta è il fatto di aver utilizzato una tecnica rara sui principi del microlensing gravitazionale (basato sulle famose equazione della relatività di Einstein) e sulla luce che viene piegata nella sua traiettoria dalla gravità.
Per notare un effetto di distorsione piccolo come quello generato da un pianeta era necessario utilizzare un telescopio molto potente, come il Keck Observatory situato alle Hawaii con i suoi specchi di oltre 10 m di diametro.

Immagine, ottenuta dal KeckObservatory, della stella
MOA-2011-BLG-293. Credit: Keck/arxiv.org/abs/1310.3706
L'esopianeta scoperto presenta una massa circa 5 volte superiore a quella di Giove ed è molto alta la possibilità che potrebbe ospitare dei satelliti abitabili.
Orbita attorno ad una stella, MOA-2011-BLG-293, molto interna alla zona centrale della nostra galassia dove ci sono moltissime stelle in cui la possibilità di trovare dei pianeti non è elevata.
Ciò che si spera per il futuro è di continuare ad utilizzare la stessa tecnica per individuare magari un giorno dei pianeti terrestri.
fonte: www.link2universe.net

venerdì 18 ottobre 2013

Impact Earth: il simulatore di impatti di asteroidi sulla Terra

Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più di asteroidi o comete che potrebbero impattarsi sul nostro pianeta, cancellando in un istante la vita sulla Terra.
Il controllo di queste minacce è aumentato soprattutto quando, lo scorso febbraio, un meteorite colpì inaspettatamente la città russa di Chelyabinsk.
Per chi non lo sapesse da novembre 2010 è stato aperto sul web un sito in cui è possibile simulare l'impatto di un asteroide sulla Terra, fornendo informazioni anche sulle conseguenze dell'evento.
Questa applicazione online si chiama Impact: Earth! ed è stata realizzata da ricercatori della Purdue University per attirare più gente su questo pericolo che noi umani corriamo ogni giorno della nostra vita.
Uno dei creatori, Jay Melosh, professore di Fisica e di Scienze Terrestri ed Atmosferiche presso l'università di Purdue, ha dichiarato:
"L'impatto meteoritico è un fenomeno a cui gli umani dovrebbero interessarsi perchè già in passato ci sono stati grandi impatti che hanno causato gravi conseguenze.
Sicuramente questi fenomeni avverranno anche in futuro e questa applicazione serve per dimostrare alla gente gli effetti negativi che potrebbe produrre sia un grande che un piccolo meteorite".
fonte: www.link2universe.net

giovedì 17 ottobre 2013

Astrofotografo riprende il passaggio di un meteorite davanti alla Via Lattea

L'Universo è spettacolare come lo è anche la nostra galassia, Via Lattea.
Grazie agli strumenti che oggi possediamo possiamo fotografare in qualsiasi momento queste meraviglie ma per l'astrofotografo Hisayoshi Kato è accaduto qualcosa di inaspettato.
Mentre osservava la Via Lattea, al momento dello scatto ha ripreso anche una lunga striscia di un meteorite che si stava disintegrando negli strati superiori della nostra atmosfera.

Credit: Hisayoshi Kato
L'immagine è stata scattata a Kaohe Mauka Ahupua, vicino a Pohukula (Hawaii), e possiamo notare diverse regioni interessanti:
  • sotto la striscia del meteorite è presente una piccola macchia gialla, causata molto probabilmente dal sodio rilasciato durante l'erosione del meteorite;
  • nella regione scura della Via Lattea, invece, è presenta una regione leggermente rossa che rappresenta la nebulosa Sh2-64, una nebulosa a emissione visibile nella costellazione della Coda del Serpente e distante 1300 anni luce dalla Terra.
fonte: www.link2universe.net & it.wikipedia.org

mercoledì 16 ottobre 2013

ALMA osserva i getti dei buchi neri supermassicci

Nuovi risultati arrivano dall'ALMA riguardo i getti provenienti dai buchi neri.
Un team di astronomi ha analizzato come questi getti possono influenzare l'ambiente circostante e ha scoperto diverse cose interessanti.
Sappiamo che al centro di ogni galassia sono presenti dei buchi neri supermassicci che presentano masse miliardi di volte superiori a quella solare.
In passato questi misteriosi oggetti erano molto attivi, infatti inghiottivano enormi quantità di materia dall'ambiente circostante, brillavano notevolmente ed espellevano un piccola parte di questa materia in getti potenti.
Oggi, invece, la maggior parte di essi hanno perso un pò di potenza ma continuano ad influenzare l'evoluzione della galassia ospite.

L'immagine mostra la parte centrale della galassia NGC 1433. Lo sfondo
blu debole, ovvero le fasce di polvere al centro della galassia, è stato
ottenuto con l'Hubble Space Telescope mentre le strutture colorate
provengono dalle recenti osservazioni con ALMA, che rivelano una
struttura a spirale e un deflusso verso l'esterno.
Credit:ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/NASA/ESA/F.Combes
L'esperto Francoise Combes dell'Osservatorio di Parigi ha dichiarato:
"E' stato analizzato il buco nero della galassia NGC 1433 ed ALMA ha rivelato una struttura a spirale nel gas molecolare vicino al centro della galassia.
Questa struttura spiega come il materiale fluisca verso il buco nero alimentandone i getti.
Sempre grazie ad ALMA è stato scoperto un getto di materia che si allontana dal buco nero e che si estende per 150 anni luce.
Questo flusso in uscita dimostra quindi che i getti possono bloccare la formazione stellare e regolare anche la crescita nel cuore delle galassie".
Ancora una volta ALMA dimostra di essere uno strumento potente e gli astronomi continueranno ad utilizzarlo per sondare soprattutto i getti dei buchi neri.
fonte: www.eso.org

martedì 15 ottobre 2013

Individuato un pianeta che vaga senza una stella

Credit:N.Metcalfe & PanSTARRS1
Science Consortium
Un team di astronomi ha individuato per la prima volta un corpo rarissimo: un pianeta freddo che viaggia da solo ad una distanza dalla Terra di 8 anni luce.
Senza un Sole, il pianeta, chiamato PSO J318.5-22, presenta una massa 8 volte superiore a quella di Giove e ha attirato l'attenzione di tantissimi scienziati.
La scoperta è stata fatta in modo casuale: i ricercatori dovevano individuare tracce di nane brune nelle osservazioni del telescopio Pan-STARRS1 e, poichè il pianeta emanava anch'esso la propria energia negli infrarossi, gli astronomi hanno notato un oggetto di color rosso completamente diverso dalle nane brune.
Facendo altre osservazioni, il team ha intuito che l'impronta di luce proveniente da PSO J318.5-22 somigliava a quello che ci si aspetterebbe da un pianeta giovane di 12 milioni di anni, molto simile ai giganti gassosi.
Con l'assenza di una stella, gli astronomi studieranno molto più facilmente le caratteristiche del pianeta per capire come funzionano i giganti gassosi, come Giove, subito dopo la loro nascita.
fonte: www.link2universe.net
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